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Torre visconteaAlta 16,5 m, la torre a circa 5 m dal suolo, sul lato meridionale, presenta un'apertura, la porta originale, architravata, sormontata da una targa marmorea con lo stemma dei Visconti, il ben noto biscione che ingoia un bimbo a braccia aperte. Questa apertura consentiva l'accesso alla torre mediante una scala mobile a pioli o di corda, che veniva appoggiata al ripiano antistante la soglia, del quale restano ancora le mensole. Internamente la torre è vuota, ma si suppone che un tempo fosse divisa in piani, costruiti in legno, collegati da scale che permettevano di salire sulla sommità per controllare il territorio; è completata da una merlatura ghibellina con merli a coda di rondine, aggiunta alla struttura originale nel 1931 da Giuseppe Bologna, proprietario della villa ove trovasi la torre. Costui provvide inoltre a rimettere in efficienza la scala in legno, per mezzo della quale si accede alla sommità, che, per maggiore stabilità, fu sostituita nel 1965 da una rampa e da un ballatoio in ferro fino all'altezza della porta originale. Posta all'interno di una vasta proprietà privata, è la parte meglio conservata di un complesso di edifici risalenti al XII-XIII secolo e costituenti il castello visconteo di Invorio, fortificazione strategicamente importante, presidio dei confini meridionali del Vergante, distrutto tra il 1356 e il 1358 per volere di Galeazzo II Visconti, quando infuriava la guerra con il marchese del Monferrato per il predominio del Novarese. Attorno alla torre sorgono tratti di mura che dovevano costituire il primitivo recinto collegato alla stessa. A queste mura fu addossato a levante, intorno al secolo XIV, un fabbricato che subì nel corso del tempo notevoli trasformazioni. Pare che, nell'Ottocento e sino al 1870, sia stato adibito ad osteria paesana. Probabilmente intorno allo stesso secolo XIV fu costruito quel secondo recinto, molto più ampio del primo, che contornava tutta la collina dove sorgeva la dimora viscontea. Di questo recinto esiste ancora un buon tratto di mura verso ponente, nonché qualche resto delle costruzioni che vi erano attigue, una delle quali doveva probabilmente costituire la cisterna del castello. Nell'angolo di nord ovest si apre una porta d'ingresso che dà accesso ad una strada la quale, costeggiando la recinzione, raggiunge il maniero. Proseguendo da questa porta verso il paese si incontra un robusto arco d'ingresso, sovrastato dallo stemma con il biscione, che dava su case di pertinenza del castello.





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