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Il comune di Invorio appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia e Curiosità

I pompieri ad Invorio

Nel 1924 la giunta comunale delibera di istituire un Corpo Pompieri anche ad Invorio e stanzia la cifra di 500 lire per l'acquisto di vari attrezzi necessari per lo svolgimento del servizio. Esisteva un impegno di formare detto corpo già nel 1921, ma l'esigenza sentita ormai da anni di avere un servizio addetto allo spegnimento degli incendi si scontrava con le ristrettezze del bilancio che non permetteva la retribuzione del personale necessario, per cui si ricorse al volontariato di alcuni giovani cui venne promesso "un qualche premio" in caso di sinistro.

Nel 1930 viene istituito il servizio di pronto soccorso in caso di calamità. Il personale sanitario era composto da un medico, il dott. Umberto Colla e l'infermiera Maddalena Bassetti. Per gli interventi non esistevano ambulanze ma due barelle. Si sarebbe potuto contare, in caso di necessità, sulle Pie Istituzioni Invoriesi che avevano 12 posto letto disponibili, con una monaca in grado di accudire ai ricoverati e su altri 100 posti di ricovero in 6 oratori, naturalmente solo per profughi e non per feriti. Negli anni questi servizi perdono la loro intensità istituzionale sino a sparire.

Il riso ad Invorio

Ai piedi del Motto Grande del Duno, quasi al confine con il territorio di Borgomanero, c'è una zona particolarmente ricca di acqua. Su questi terreni fu sperimentata, verso la fine dell'Ottocento, la coltivazione del riso, utilizzando le nuove varietà che il conte Cavour aveva introdotto qualche anno prima nelle sue tenute del vercellese. L'esperimento interessò una estensione di oltre cinquantamila metri quadrati, ma non ebbe molto successo a causa delle condizioni termiche e del microclima non favorevole. Così dopo qualche anno furono rimosse le dighe di terra e questi terreni ridiventarono prati. Da quel momento tutta la zona in questione fu denominata la risaia ed è tuttora identificata con questo nome.

Le castagne di Invorio

Le castagne rappresentavano sicuramente la maggior fonte di produzione agricola dei nostri boschi. L'aspetto più interessante è che quasi tutte le piante di castagno sono di varietà selezionate due o tre secoli fa. La più diffusa è quella denominata in dialetto temporiva che si caratterizza per la particolare lucentezza del frutto, per la precoce maturazione e per la facilità di conservazione nei mesi invernali, previa essicazione. Le selve di castagno erano distribuite su tutto il territorio dei due Comuni di Invorio e di Invorio Superiore, ma erano particolarmente numerose nei dintorni delle frazioni di Talonno e della Mescia, ove gran parte della produzione veniva venduta per essere poi portata nei mercati di Novara, di Varese e di Milano. Altre varietà di castagne sono le sciarane e le barambane che si raccolgono ai primi di ottobre e nel passato consentivano a molte famiglie di farsi una buona scorta alimentare per i mesi invernali. Un piatto tipico a base di castagne è la ciamburla: le castagne secche sono lessate ( ingalai ) in poca acqua sino a che viene completamente assorbita dal frutto. Per dare miglior sapore, alla fine della cottura si aggiunge del latte o del vino.