MARGHERITA PUSTERLA
 
 

Margherita e Francesco, belli, giovani e innamorati, erano infatti una delle coppie più in vista e invidiate dell'alta società milanese di quel tempo. Francesco apparteneva al nobile casato dei Pusterla, Margherita Visconti era nipote di Matteo Magno signore di Milano (1191/1232) quindi cugina di Galeazzo (signore di Milano 1311/1322), di Luchino (signore di Milano 1339), di Giovanni, l'arcivescovo (signore di Milano 1339), di Zaccarina moglie di Franchino Rusca vicario imperiale di Como. Nel 1341 per la coppia cominciarono i problemi e la situazione precipitò tragicamente all'alba del 17 novembre quando Francesco venne ucciso.
Ma quale ne fu la causa?
Secondo la tradizione Luchino, signore di Milano, invaghitosi di Margherita, le fece proposte tali che la donna, offesa, riferì l'accaduto al marito il quale per reazione aderì a un complotto contro Luchino.
Scoperto, Francecso venne arrestato e ucciso per ordine del signore di Milano, mentre Margherita venne imprigionata nel castello visconteo di Invorio, dove poi, dato che aveva nuovamente rifiutato le proposte di Luchino, venne uccisa, murata viva in una segreta del castello.
Secondo quanto dicono gli storici, Francesco fu davvero tra gli organizzatori di una congiura per abbattere i Visconti e sostituire ad essi un governo collegiale composto di aristocratici, poi, quando, fallita la congiura, Luchino scatenò una crudele repressione, Francesco riuscì a sottrarsi alla cattura fuggendo ad Avignone dove il Papa gli offrì ospitalità. Qui venne raggiunto dagli agenti segreti di Luchino, i quali riuscirono a convincerlo a tornare in Italia, dicendogli che a Pisa avrebbe trovato amici fidati pronti ad aiutarlo per organnizzare un nuovo complotto contro Luchino; gli fecero intravvedere inoltre la possibilità di liberare Margherita, arrestata subito dopo la scoperta della congiura. Gli dipinsero la situazione politica di Milano in modo del tutto falso, facendogli anche credere che Luchino aveva ormai i giorni contati. Francesco si convinse, ritornò in Italia, sbarcando con i quattro figli la sera dell'8 agosto 1341 a Pisa, dove però venne subito arrestato dalle guardie pisane secondo le indicazioni fornite da una spia di Luchino Visconti.
Luchino non risparmiò nessuno né Francesco, né Margherita, neppure i figli: tutti vennero decapitati nel Broletto, a Milano.
Luchino, al di là delle fantasticherie sulla volontà di vendicare il rifiuto di Margherita, obbedì alla dura logica del potere, esercitandolo fino in fondo con spietata crudeltà.
Ancora oggi ad Invorio la via che conduce a casa Rusca, la più antica del paese, è intitolata alla bellissima e sfortunata Margherita.